domenica 25 giugno 2017

Canone domenica 25 giugno


Eucarestia di domenica 25 Giugno 2017
"Estate, tempo di…”

Musica di apertura: C’è tempo (Fiorella Mannoia)

G. Ritorna l’estate. Ci avvolge con i suoi ritmi, i suoi riti, i suoi desideri, i suoi ludici “santuari” e ci offre, per liberarci dalla fatica del lungo inverno, l’opportunità di un tempo che, chiamato “libero”, c’incatena ad una infinità di abitudini e svuota di senso e di significato le diverse opportunità che invece questo tempo può offrirci. Ma l’estate e la vacanza non sono nemici della fede, sono tempi da cogliere, da vivere, da riempire. La stessa parola “vacanza” che deriva dal latino “vacare” (essere vuoto, vacante; fig. essere libero quindi avere tempo per, mancare di, essere lontano da) può evocare, nel suo significato etimologico, una prospettiva e uno stile nel “fare vacanza”. La vacanza intesa non come tempo vuoto ma come tempo di libertà. Tempo riempibile di senso per non sprofondare poi nella noia, per non rinchiudersi nello smarrimento, per non allontanarsi dalla vita, dal quotidiano perché stufi della sua monotonia. Anzi, la realtà della “vacanza”, che ha l’aria di essere qualcosa di scarsamente impegnativo, merita una riflessione, perché non c’è niente di banale, specialmente per uno che si dice cristiano. Ogni realtà della vita dell’uomo ha un senso, anche la “vacanza”, tempo da programmare secondo validi criteri, come comunità e per sé stessi. Perché nei mesi estivi sembra che si fermi tutto, anche l’attenzione, la vicinanza, la solidarietà e l’impegno. Che anche la pratica dell’amore vada in vacanza? Si rischia di dimenticare i volti meno appariscenti, quelli nascosti, quelli apparentemente invisibili: i malati, gli anziani, i soli, i diversamente abili. Si rischia una visione privatistica ed egoista nel fare vacanza e di rimuovere i problemi della quotidianità. Come cristiani siamo chiamati a cogliere le molteplici opportunità che questo tempo ci offre, come coltivare le relazioni con gli altri, dedicarsi a qualche servizio di volontariato verso coloro, e sono tanti, che non possono usufruire né di vacanze né di quiete. L’estate è anche il tempo per fermarsi, per sostare, per verificarsi, per riprendere in mano la propria vita. Tempo per sé, tempo per gli altri, tempo per le amicizie, tempo per l’essenziale, tempo per lo spirito, tempo per Dio. È il tempo per la bellezza, quella della natura. Infine, la vacanza, ricorda all’uomo chi egli è: è immagine di Dio chiamato ad immergersi nel non-tempo quando tutto sarà riposo e quiete, incanto e bellezza, gioia e festa senza fine. Un’estate vissuta così è veramente un “tempo creativo” per sé, per gli altri e per il mondo, che ci permetterà di tornare alle consuete fatiche quotidiane davvero “ri-creati”, più ricchi nel significato più pieno del termine, senza stress e nostalgie di vuote evasioni, ma più contenti e con la voglia di ricominciare.

Voce 1: Il tempo libero è certamente una cosa bella e necessaria, ma se non ha un centro interiore esso finisce per essere un tempo vuoto che non ci rinforza e ricrea” (Benedetto XVI)
Pregando sul mare (Riflessione)
Voce 2. Il mare ha un aspetto diverso in una mattinata sulla spiaggia, piena di gente, ombrelloni e venditori dei gelati. È l’ora di divertirsi. Però ci sono momenti in cui il mare si converte in uno scenario straordinario, quasi un tempio, dove si pacifica la nostra persona e la bellezza può trasformarsi in desiderio di Dio, in preghiera. Il tramonto sul mare.

Voce 3. Le rocce stanno continuamente mutando di colore in questa cala dove sono venuta, Signore, per stare un po’ con me stessa e ... con te, per respirare l’aria marina e purificare i polmoni. Da qui, mentre le onde continuano a colpire le rocche annerite e l’orizzonte si tinge di rosso e violetto, vengo a presentarti le inquietudini, le gioie e i timori di questo giorno passato con i miei.
Voce 4. Sono in vacanza, eppure ho l’impressione che neppur ora “ho tempo” per niente... per questo sono venuta a cercarlo, a cercare il mio tempo per fermarlo e semplicemente stare con te, gustare della tua presenza. In mezzo a tanta bellezza da te creata, Signore, ti porto le preoccupazioni familiari che spesso non ho tempo d’affrontare; i miei figli, che crescono e stanno entrando nell’età difficile, mia marito, a volte angosciato per l’imprevedibilità dei giorni... mia madre, che necessita di una vigilanza ed aiuto più vicino, i parenti di mio marito, che pure ci necessitano e reclamano...

Voce 5. Tante cose, Signore, che richiedono pazienza, forza, amore. E anche tranquillità e pace per pensarle e.... porle nelle tue mani. Qui, a due passi dal mare, in questo tramonto te le presento tutte, Signore.

Vangelo (Matteo 10, 26-33)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

Commenti e riflessioni personali
Intermezzo musicale Che bella la vita (Fiorella Mannoia)

G. Eccoci ora partecipi, come discepole e discepoli, della cena di Gesù. Approfittiamo di questi attimi di eternità per parlare con Dio e ringraziamolo dal profondo del cuore. Ascoltiamo la sua voce attraverso il suono delle onde, il cinguettio degli uccelli, il silenzio della montagna, i colori del tramonto, la bellezza dell'alba, il chiarore delle stelle, lo splendore della luna, la magnificenza del sole ed entriamo in comunione noi stessi e con chi ci sta accanto in questa eucarestia comunitaria.

Tutti. Spezzando il pane ravviviamo il ricordo di Gesù, colui che ci insegnò a dividere il pane dei campi e il pane dei cuori. “Prendete e mangiate, prendete e bevete: questo è il mio corpo, questo è il mio sangue”. Padre, che tutto questo si avveri nelle nostre vite perché la nostra eucarestia non diventi una farsa. 


Padre nostro
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e sostienici nell’ora della prova, ma liberaci dal male. Amen.

I Sura del Corano
Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso; sia lodato Dio, il Signore dei Mondi; il Compassionevole e Misericordioso; Re del giorno del giudizio; Te adoriamo, Te chiamiamo in aiuto; guidaci alla dritta via; la via di quelli che hai colmato di grazia, non di quelli che errano. Amen.


Comunione con intermezzo musicale

Preghiere spontanee

G. Tempo d’estate, tempo di doni ed il più bello è la nascita di Jasmine, la figlia di Anna e Ouail che vedremo a settembre.

Tutti. Se non puoi essere un pino….
Se non puoi essere un pino sulla vetta del monte,
sii una canna nella valle,
ma sii la migliore, piccola canna sulla sponda del ruscello.
Se non puoi essere un albero,
sii un cespuglio.
Se non puoi essere un’autostrada
sii un sentiero.
Se non puoi essere il sole,
sii una stella.
Sii sempre il meglio di ciò che sei.
Cerca di scoprire il disegno che sei chiamato ad essere,
poi mettiti a realizzarlo nella vita.

(Martin Luther King)

giovedì 22 giugno 2017

L’invenzione del peccato originale

“La dottrina del peccato originale è una supposizione teorica che certi pensatori o teologi hanno liberamente chiamato in causa per spiegare le situazioni confuse in cui essi trovavano gli eventi umani che, così com'erano o apparivano, non potevano rientrare in un piano creativo voluto da Dio e che, nel caso, non potevano che derivare da interferenze esterne, abusive, trasgressive che potevano provenire dall'essere intelligente, l'uomo.
Un errore che avrebbe sconvolto la storia e tuttavia rimasto sconosciuto ai profeti (nessuno sembra parlarne) e di cui Gesù stesso non ha fatto parola”.

Ortensio Da Spinetoli, da “L'inutile fardello”, Chiarelettere ed., p.22

martedì 20 giugno 2017

Domenica 25 giugno incontro Comunità nascente

Ciao a tutte/i
questa domenica, 25 giugno, ci sarà l’incontro della Comunità nascente a Torino (in via Principe Tommaso, 4) e l’eucarestia-predicazione sarà preparata da Marianna. 
Il programma della giornata sarà il seguente: dalle ore 10,00 arrivi e accoglienza, alle 10,30 verrà celebrata l’eucarestia su “Estate tempo di…” poi pranzo comunitario autogestito (chi desidera potrà portare qualcosa e poi si mangerà tutte/i insieme) e nel pomeriggio programmazione. L’incontro terminerà verso le 15,30.

Ultima cosa vi ricordo che chi avesse del materiale (articoli, riflessioni, preghiere, canzoni, foto…) che desidera pubblicare sul blog della comunità ( http://comunitanascentetorino.blogspot.it/ ) lo potrà inviare o a Marianna ( phorfyra@gmail.com ) o a me ( annaserafini79@gmail.com ). Con la partecipazione di tutte/i il blog diventerà sempre più attivo!

Un abbraccio

Anna

mercoledì 14 giugno 2017

LO SCANDALO DEL BUON SAMARITANO


La procura di Gerusalemme apre un’inchiesta immaginaria contro ignoti in seguito ai fatti che la stampa definisce “il caso del Buon Samaritano”.
Pare che sia stata intercettata una telefonata che segnalava al “Buon Samaritano” la presenza di un ferito grave al bordo della strada, a seguito di un’aggressione a scopo di rapina. 
I fatti sono noti: il “Buon Samaritano” arriva subito, soccorre sommariamente il malcapitato con il suo kit “pronto soccorso”, poi lo consegna alle cure di un albergatore che gestisce un motel nelle vicinanze, e si dichiara disponibile a indennizzarlo per le spese che incontrerà fino al ristabilimento del ferito. 
Per molto tempo questa vicenda è stata raccontata come un esempio di umanità misericordiosamente gratuita a beneficio di uno sconosciuto. 
Ma è stato davvero così?
Cerchiamo di fare chiarezza. 
Tutto comincia dalla segnalazione intercettata. Chi ha chiamato il “Buon Samaritano”? 
Si possono fare varie ipotesi: prima, il “Buon Samaritano” è stato avvisato dagli autori stessi dell’aggressione, per non rischiare l’incriminazione per tentato omicidio, peraltro preterintenzionale, essendo la loro finalità unicamente lucrativa, impadronendosi del bottino. Ma in tal caso il “Buon Samaritano” potrebbe aver cooperato con dei criminali. 
Seconda, il “Buon Samaritano” è stato avvertito dai ministri di culto che avevano rilevato la presenza del ferito al bordo della strada, ma non avendo mezzi adatti al soccorso non avevano potuto intervenire. 
Ma allora si pone l’interrogativo: l’attività di soccorso del “Buon Samaritano” era pubblicamente nota, tanto da essere individuata da due passanti casuali come i ministri di culto? E in tal caso, era un’attività regolamentata dagli organi preposti alla pubblica sanità? O si trattava piuttosto di un’attività abusiva sotto copertura?
Terza ipotesi, la telefonata è partita dall’albergatore, che prevedeva un lucro sull’ospitalità prestata al ferito. 
Si ripropone la domanda: chi è in realtà il “Buon Samaritano”? 
È il nome di una ONG in contatto con i trafficanti? 
Ma allora, i criminali che hanno aggredito e spogliato il viaggiatore, in che rapporto si trovano con l’albergatore?
Esiste una “follìa” che meritevolmente spinge oltre ogni limite consueto il dubbio investigativo, per aiutarci ad essere “prudenti come serpenti”, ma esiste la follìa che ci fa accettare il rischio di “farci prossimi” alle vittime di tutte le aggressioni, essendo “semplici come colombe”, per superare il muro dell’indifferenza (o della prudenza?) che ci fa assistere a un pestaggio senza intervenire in alcun modo?
La raccomandazione evangelica resta sempre quella di “pregare per non cadere durante la tentazione”. 
La tentazione di tacere, di scappare, di farsi coinvolgere da una mazzetta, di girarsi dall’altra parte. 
Ma questa “prudenza” dovrebbe impedirci di usare l’ascensore, perché potrebbe bloccarsi a metà strada. 
O di fidarci del farmacista, nel timore che possa darci per distrazione una medicina non appropriata. 
O di un’infermiere che potrebbe fingere la vaccinazione senza praticarla.
Il limite lo stabiliamo noi e ne siamo responsabili. 
Gian Franco Monaca (Tempi di Fraternità giugno '17)