giovedì 23 febbraio 2017

I PRETI PEDOFILI E IL DIAVOLO


Tratto da: Adista Notizie n° 8 del 25/02/2017
                 firmato da Benito Fusco
Il papa dice che «la pedofilia nella Chiesa è opera del diavolo», è una 'malattia' diabolica… E vabbè, mi rassegno sconsolato a queste argomentazioni clericali da un tanto al chilo: quando nella Chiesa qualcuno fa delle porcherie è sempre colpa di un immaginario diavolo di passaggio che sostituisce in quel frangente l’angelo custode… Così come quando preti, frati, suore e vescovi non sanno che dire di cose della fede e della vita ci sparano addosso il classico: «È un mistero!». Per cui, tra diavoli e misteri, la razionalità e l'intelligenza vanno a farsi friggere, mentre i reati si rifugiano nei peccati o in una presunta malattia di “possessione”, o vengono rottamati dall’ipocrisia. 
Fatto sta che le vittime di pedofilia negli occhi e nella coscienza hanno volti, violenze e ferite di carne d'uomo, e non diavoli con code e corna che vanno a zonzo senza fissa dimora. Ma facciamo finta che quello che dice il papa, per caso o per culo, sia vero; o abbia divinamente ragione: tutti quei vescovi e quegli altri papi che l'hanno fatta passare liscia a quei morbosi carnefici, lasciando senza un minimo di giustizia le loro vittime, dobbiamo o dovremmo conseguenteme-nte considerarli, essi stessi o chi per loro, degli 'indiavolati'? Oppure possiamo permetterci di considerarli penalmente dei 'mandanti' o almeno dei complici, visto che direttamente o indirettamente sono loro che li hanno formati e ordinati “sacerdoti”, quegli stramaledetti pedofili in tonaca? 
Diavoli a parte, papa Francesco ci sta mettendo tanto impegno per suturare e rimediare ai danni presenti e tamponare quelli futuri nei confronti di questa “malat-tia”/peccato/reato che ha sfregiato e svilito la credibilità della Chiesa. Il problema però, per lui e per tutti, è che nelle singole realtà diocesane ed ecclesiali questa sua tensione etica non ha la stessa intensità e la stessa voglia di verità e di riparazione, anzi, ancora si insiste secondo il modello tradizionale a ‘riparare’ con la rimozione, cioè spostando il soggetto e il problema in un’altra ‘location’ o in luoghi di cura, parrocchie e conventi “fuori mano”, snobbando le vittime, le leggi dello Stato, gli effetti civili e penali e i danni morali e psicologici subiti dalle vittime. E questa modalità, in particolare, è ancora quasi unanimemente la scelta privilegiata da Curie, ordini religiosi, congregazioni… E così mentre da un lato si predica bene, dall’altro si insiste a voler considerare la pedofilia solo un ‘peccato o una malattia’ e il prete pedofilo un ‘peccatore’ qualunque, malato fin che si vuole, ma peccatore coi fiocchi, saltando a piedi pari il fatto che è un reato gravissimo da denunciare. D’altronde, nella formazione dei preti si insegna ancora che il prete è ontologicamente diverso dai comuni mortali, quasi un cittadino speciale che gode di extraterritorialità giudiziaria, un marziano del diritto e dei tribunali umani, appartenente ad una Chiesa/Stato che presume di avere l’esclusiva di infilarsi negli orrori ed errori commessi dai propri rappresentanti, dimenticandosi a monte di incentivare un’educazione alla crescita umana, affettiva e relazionale dei propri “ministri”, e a valle rifiutando di fare i conti non solo col popolo di Dio, ma anche con le leggi, i principi e l’etica. 
E il perdono? Il perdono cronologicamente viene sempre dopo. Sì, vogliamo che la Chiesa sia capace di chinarsi ai piedi anche del peccato più orrendo e di rialzarsi poi davanti a occhi dilatati di nuova luce perché perdonati e feriti dalla vergogna e il pentimento, il Vangelo di Gesù ci insegna questo, ma dobbiamo rispettare anche quel perdono del popolo che si chiama giustizia, l’unico perdono che consente anche alle vittime l’infinita pazienza di ricominciare e di trovare forse anche nelle ferite subite quei fili d’oro che li riallacciano alla fede.
Benito Fusco è frate dell'ordine dei Servi di Maria, parroco di S. Lorenzo a Budrio (Bologna)

24 febbraio Torino Corso biblico

Domani, venerdì 24 febbraio, dalle ore 17,45 alle ore 19,15 a Torino in Via Principe Tommaso,4 il Corso biblico continuerà la lettura del Deuteronomio.

Gli incontri sono aperti a tutt*, per informazioni telefonare a Maria Zuanon 3497206529.

mercoledì 22 febbraio 2017

I segni della fede

I segni di Gesù o della chiesa può darsi che lungo i secoli non dicano molto o non dicano più nulla a coloro che vivono in un contesto sociale lontano e diverso; questo impone la necessità e l'urgenza di rinnovarli, di cambiarli.I riti non sono un assoluto, ma un mezzo contingente di rapporto comunitario. Bisogna reinventare i segni, sceglierli adatti al momento, per l'uomo d'oggi che vive la stessa fede e solidarietà umana di una volta, ma in un modo nuovo, sempre più fuori che dentro il tempio o recinto sacro.

Ortensio Da Spinetoli - La conversione della chiesa - pag.121

martedì 21 febbraio 2017

Chi sono i bacha bazi?

I Bacha-bazi (letteralmente "bambini per gioco") sono giovani afghani costretti ad indossare abiti femminili, a ballare e cantare nelle feste per intrattenere uomini molto più grandi di loro. Vengono rapiti o adescati per strada e negli orfanotrofi. In alcuni casi sono venduti dalle loro stesse famiglie per poi diventare gli schiavi sessuali dei loro "padroni". Quando raggiungono i 18 anni i Bacha-bazi vengono liberati ma il futuro che li aspetta è fatto di esclusione sociale e discriminazione. La condizione di sottomissione in cui sono costretti a vivere questi ragazzi segnerà per sempre le loro esistenze.

lunedì 20 febbraio 2017

Domenica 26 febbraio incontro Comunità nascente

Ciao a tutti*
questa domenica, 26 febbraio, ci sarà l’incontro della Comunità nascente a Torino (in via Principe Tommaso, 4) e l’eucarestia-predicazione sarà preparata da Elisa. 
Il programma della giornata sarà il seguente: dalle ore 10,00 arrivi e accoglienza, alle 10,30 verrà celebrata l’eucarestia, poi pranzo comunitario autogestito (chi desidera potrà portare qualcosa e poi si mangerà tutt* insieme) e nel pomeriggio ci confronteremo su “Cosa è l’eucarestia oggi?". L’incontro terminerà verso le 15,30.

Ultima cosa vi ricordo che chi avesse del materiale (articoli, riflessioni, preghiere, canzoni, foto…) che desidera pubblicare sul blog della comunità  ( http://comunitanascentetorino.blogspot.it/ ) lo potrà inviare o a Marianna ( phorfyra@gmail.com ) o a me ( annaserafini79@gmail.com ). Con la partecipazione di tutte/i il blog diventerà sempre più attivo!

Un abbraccio

Anna